Che cos’è la messa in asciutta selettiva delle vacche da latte?
La messa in asciutta selettiva (in inglese Selective Dry Cow Therapy, SDCT) è un approccio moderno al trattamento della mastite nelle vacche da latte durante il passaggio dalla lattazione al periodo di asciutta. La differenza fondamentale rispetto alla pratica finora comune di somministrare antibiotici in modo preventivo alla messa in asciutta è che gli antibiotici non vengono somministrati automaticamente a tutte le vacche, ma solo a quelle per cui sono indicati secondo criteri oggettivi.
Le vacche senza segni di infezione ricevono soltanto un sigillante del capezzolo, una barriera fisica che impedisce ai patogeni di penetrare nella mammella durante il cosiddetto "periodo di asciutta". Le vacche con un’infezione subclinica o clinica accertata ricevono una terapia antibiotica mirata, idealmente sulla base dell’antibiogramma.
L’approccio selettivo è oggi sostenuto anche dalla normativa UE: il regolamento 2019/6 limita l’uso preventivo degli antibiotici nei gruppi di animali senza infezione accertata. Ciò significa che la messa in asciutta sistematica di tutte le vacche con antibiotici non è più conforme alla pratica veterinaria secondo le norme UE.
Le vacche senza segni di infezione ricevono soltanto un sigillante del capezzolo, una barriera fisica che impedisce ai patogeni di penetrare nella mammella durante il cosiddetto "periodo di asciutta". Le vacche con un’infezione subclinica o clinica accertata ricevono una terapia antibiotica mirata, idealmente sulla base dell’antibiogramma.
L’approccio selettivo è oggi sostenuto anche dalla normativa UE: il regolamento 2019/6 limita l’uso preventivo degli antibiotici nei gruppi di animali senza infezione accertata. Ciò significa che la messa in asciutta sistematica di tutte le vacche con antibiotici non è più conforme alla pratica veterinaria secondo le norme UE.
Messa in asciutta selettiva vs sistematica - confronto completo
La messa in asciutta sistematica (in inglese Blanket Dry Cow Therapy, BDCT) è stata per decenni la pratica standard: ogni vacca riceveva alla messa in asciutta un preparato antibiotico DC indipendentemente dal proprio stato. L’approccio selettivo rivede profondamente questa pratica.
| Criterio | Messa in asciutta sistematica (BDCT) | Messa in asciutta selettiva (SDCT) |
| Chi riceve gli ATB | Ogni vacca | Solo le vacche con infezione accertata |
| Chi riceve il sigillante del capezzolo | Facoltativo | Tutte le vacche |
| Consumo di ATB | Elevato (100%) | 30–50% (risparmio del 50–70%) |
| Conformità al regolamento UE 2019/6 | ❌ No | ✅ Sì |
| Rischio di mastite nella lattazione successiva | Maggiore | Minore |
| Necessità di diagnostica | No | Fondamentale (CCS, coltura, antibiogramma) |
| Costo degli ATB | Maggiore | Inferiore del 30–50% |
| Rischio di sviluppo di resistenza nella mandria | Maggiore | Minore |
Gli studi pubblicati sul Journal of Dairy Science confermano ripetutamente che una messa in asciutta selettiva correttamente implementata non aumenta l’incidenza della mastite nella lattazione successiva rispetto alla messa in asciutta sistematica. La chiave è una corretta selezione delle vacche sulla base di criteri validati.
Quando mettere in asciutta una vacca
Il momento standard per la messa in asciutta è 6–8 settimane (42–60 giorni) prima del parto previsto. Questo periodo è fondamentale per la vacca perché consente:
- La rigenerazione del tessuto della ghiandola mammaria
- Il trattamento delle infezioni esistenti (in modo selettivo sulla base della diagnostica)
- La preparazione alla lattazione successiva - formazione del colostro, cambiamenti ormonali
- Il riposo metabolico della vacca dopo una lattazione impegnativa
Quando mettere in asciutta: prima o dopo?
- Vacche a bassa produzione (meno di 12 kg/giorno): possono essere messe in asciutta in un’unica fase
- Vacche ad alta produzione (oltre 25 kg/giorno): riduzione graduale della produzione di latte nei 7–10 giorni prima della messa in asciutta, idealmente mediante adeguamento della razione alimentare
- Vacche con mastiti ricorrenti: anticipare la messa in asciutta (60–70 giorni), prolungare il trattamento
- Primipare e vacche con mastite subclinica nell’ultimo terzo della lattazione: messa in asciutta nel periodo raccomandato, ma con somministrazione di ATB

Quando mettere in asciutta una vacca senza antibiotici?
Una vacca è una buona candidata se soddisfa la maggior parte dei seguenti criteri:
- CCS < 200 000/ml negli ultimi 1–3 controlli
- Nessuna mastite clinica durante l’ultima lattazione
- Nessuna lesione significativa dei capezzoli
- Esito batteriologico negativo (ad es. con il test ClearMilk)
- Basso rischio a livello di mandria (CCS bassa, buona igiene)

Criteri per la messa in asciutta selettiva
Per decidere quale vacca debba ricevere un antibiotico e quale soltanto un sigillante del capezzolo utilizziamo tre livelli di informazione:

CCS (conteggio delle cellule somatiche)
Principale indicatore di routine. Monitoriamo:
- CCS attuale nell’ultima misurazione prima della messa in asciutta
- Andamento della CCS nelle ultime 3 misurazioni
- CCS massima durante la lattazione
- CCS inferiore a 200 000 in tutte le ultime misurazioni → senza ATB (solo sigillante)
- CCS superiore a 200 000 in almeno due misurazioni su tre → test ClearMilk di controllo
- CCS superiore a 500 000 → test ClearMilk o esame batteriologico di laboratorio + antibiogramma → terapia ATB mirata

Storia delle mastiti
Secondo filtro — anche una vacca con CCS bassa può avere un’infezione cronica nascosta.
- Mastite clinica in questa lattazione → con ATB (anche con CCS bassa)
- Mastite ricorrente (3+ episodi) → con ATB + terapia prolungata oppure valutare la riforma
- Nessuna mastite durante la lattazione → senza ATB

Esame batteriologico (coltura)
Il parametro più preciso, fondamentale per decidere se utilizzare un preparato con ATB. Il campione di latte viene prelevato 3–4 giorni prima della messa in asciutta e analizzato con il test ClearMilk o mediante coltura di laboratorio.
- Esito negativo + CCS bassa → senza ATB
- Esito positivo (qualsiasi patogeno) → ATB mirato in base all’antibiogramma
- Rilevamento di Staphylococcus aureus o Streptococcus uberis → sempre con ATB + valutare un protocollo terapeutico prolungato
Schema decisionale
| CCS | Mastite clinica in lattazione | Coltura | Decisione |
| < 200 000 | No | Negativa | Senza ATB (solo sigillante) |
| < 200 000 | Sì | Negativa | Senza ATB (solo sigillante) |
| < 200 000 | No | Positiva | antibiogramma - ATB mirato |
| < 200 000 | Sì | Positiva | antibiogramma - ATB mirato |
| > 200 000 | Sì / No | Negativa | ATB mirato - in base all’ultimo esito |
| > 200 000 | Sì / No | Positiva | antibiogramma - ATB mirato |
Procedura passo dopo passo
La messa in asciutta selettiva non è soltanto una decisione "ATB sì/no": è un protocollo standardizzato che deve essere conosciuto da tutto il team di mungitura.
SETTIMANA -2
Prima della messa in asciutta
- Identificazione delle vacche da mettere in asciutta secondo il piano - settimana di lattazione 45+
- Raccolta dei dati - CCS attuale, storia delle mastiti, anamnesi clinica
- Classificazione delle vacche nei gruppi: senza ATB / con ATB mirato / candidate alla riforma
SETTIMANA -1
Preparazione
- Riduzione graduale della produzione di latte nelle vacche che producono oltre 20 kg/giorno (ridurre i concentrati, mantenere i foraggi)
- 3–4 giorni prima della messa in asciutta - prelievo di campioni di latte per esame batteriologico (test ClearMilk)
- Valutazione dei risultati del test ClearMilk ed eventuale richiesta di antibiogramma per i campioni positivi
- Preparazione dei prodotti DC (ATB) e dei sigillanti dei capezzoli - controllo della scadenza, conservazione in frigorifero
GIORNO D0
Giorno della messa in asciutta
- Ultima mungitura secondo la routine standard - pre-dipping, asciugatura
- Dopo l’ultima mungitura trattare accuratamente la vacca: (disinfezione dell’apice del capezzolo con tampone monouso disinfettante, applicazione dei prodotti nel seguente ordine: vacche con ATB: prima l’antibiotico DC, poi il sigillante del capezzolo (il sigillante deve essere applicato dopo l’antibiotico!). Vacche senza ATB: solo sigillante del capezzolo
- Post-dipping con film protettivo sui capezzoli
- Trasferimento della vacca in un’area pulita e appena lettata per vacche in asciutta
SETTIMANA +1
Monitoraggio
- Monitoraggio - controllo regolare della mammella (gonfiore, dolore, mastite clinica)
- In presenza di segni clinici consultare immediatamente il veterinario - il trattamento è possibile anche durante il periodo di asciutta
SETTIMANA +5 fino a +8
Prima del parto
- Preparazione della vacca al parto - trasferimento nel box parto, controllo della condizione corporea
- Dopo il parto: primo test CMT/NK su tutti i quarti, controllo della prima mungitura di latte (non del colostro)
Sigillanti dei capezzoli - interni vs esterni
Il sigillante del capezzolo è una barriera meccanica che impedisce ai batteri di penetrare nella mammella durante il periodo di asciutta. Ne esistono due tipi:

Sigillante interno del capezzolo (Internal Teat Sealant, ITS)
- Meccanismo: pasta a base di bismuto o altri componenti minerali applicata per via intramammaria attraverso la cannula del capezzolo
- Durata della protezione: per tutto il periodo di asciutta (60 giorni) fino alla prima mungitura
- Efficacia: fino al 70% di riduzione delle nuove infezioni rispetto alle vacche senza sigillante
- Applicazione: deve essere eseguita in condizioni asettiche, una siringa monodose per ogni quarto
- Esempi di prodotti: OrbeSeal, Boviseal, ClearSeal
- Svantaggi: costo più elevato, necessità di applicazione precisa, rimozione manuale dopo il parto

Sigillante esterno del capezzolo (External Teat Sealant)
- Meccanismo: rivestimento in silicone o lattice applicato sulla superficie esterna del capezzolo
- Durata della protezione: 5–14 giorni (si stacca progressivamente)
- Efficacia: inferiore rispetto all’ITS, oggi molto meno utilizzato
- Applicazione: più semplice, meno costoso
- Svantaggi: protezione non duratura, richiede applicazioni ripetute
Raccomandazione
Per la messa in asciutta selettiva in una mandria moderna, il sigillante interno del capezzolo è lo standard. I sigillanti esterni sono oggi utilizzati solo marginalmente (ad es. durante il trasferimento della vacca o come complemento all’ITS).
Nota importante
Il sigillante interno del capezzolo NON è un antibiotico. Non ha un tempo di sospensione per il latte se applicato correttamente. Dopo il parto viene eliminato manualmente prima di collegare il gruppo di mungitura - si presenta come una massa bianca o giallastra e deve essere completamente rimossa
Antibiotici alla messa in asciutta
Se per una vacca da latte è indicata la somministrazione di un antibiotico, il protocollo selettivo deve essere utilizzato per scegliere il corretto prodotto DC.

Tipi di prodotti DC nella Repubblica Ceca
| Principio attivo | Prodotti tipici | Patogeni bersaglio |
| Cefalonium | Cepravin DC | G+, parte dei G- |
| Cloxacillina | Orbenin DC | G+ (S. aureus, S. uberis) |
| Penetacillina + Framicetina | Ubrostar DC | G+ e G- |
| Ampicillina + Cloxacillina | Bovaclox DC | Ampio spettro |
| Cefquinome | Virbactan DC | Ampio spettro (uso soggetto a restrizioni!) |
Attenzione: Le cefalosporine di 3ª e 4ª generazione appartengono alla categoria B secondo il regolamento UE 2019/6 - devono essere utilizzate con restrizioni d’impiego solo quando i farmaci delle categorie C/D non sono sufficienti.
Scelta in base all’antibiogramma
La scelta dell’ATB deve essere sempre determinata sulla base dell’antibiogramma ottenuto dall’esame batteriologico.
Tempo di sospensione dopo la messa in asciutta
Dopo ogni prodotto antibiotico DC si applica un tempo di sospensione sia per il latte sia per la carne, secondo quanto riportato nel foglietto illustrativo.
Economia della messa in asciutta selettiva
L’approccio selettivo non significa soltanto un minor consumo di antibiotici - ha anche un impatto economico concreto.
Risparmio annuale per un’azienda tipica
Con una mandria di 200 vacche da latte e una lattazione di 305 giorni (quindi ~200 messe in asciutta/anno):
- Risparmio sugli ATB: circa 200 × 80 CZK = 16 000 CZK/anno
- Risparmio amministrativo (meno registrazioni relative agli ATB): altri ~5 000 CZK/anno
- Riduzione del rischio di sanzioni elevate per mancata conformità alla normativa vigente
- Riduzione della presenza di batteri resistenti nella mandria: valore strategico a lungo termine - meno casi di mastite non trattabile.
Rischio di fallimento del metodo di messa in asciutta selettiva
La messa in asciutta selettiva non deve essere implementata senza diagnostica e protocollo. Se si omettono gli ATB in una vacca con mastite subclinica non diagnosticata, il rischio di un episodio clinico nella lattazione successiva aumenta significativamente. Una mastite clinica costa 200–400 EUR.
Errori frequenti durante la messa in asciutta
Applicazione senza disinfezione
Se non si disinfetta l’apice del capezzolo prima dell’applicazione del prodotto DC o del sigillante, si rischia di introdurre direttamente una nuova infezione per via intramammaria. Risultato: mastite nelle prime 2 settimane dopo la messa in asciutta.
Ordine errato - sigillante prima dell’antibiotico
Se si applica il sigillante del capezzolo prima dell’antibiotico, l’ATB non raggiunge la mammella. Sempre: disinfezione → antibiotico → sigillante del capezzolo → post-dipping.
Protocollo non standardizzato all’interno del team
Se ogni mungitore segue una procedura diversa, la qualità della messa in asciutta selettiva diminuisce. Raccomandazione: SOP scritta, formazione 1× all’anno, audit interno almeno 1× all’anno.
Omissione della diagnostica
La messa in asciutta selettiva senza diagnostica non è selettiva — è casuale. Senza monitoraggio della CCS, coltura e determinazione dell’antibiogramma non è possibile decidere correttamente se utilizzare antibiotici e quali.
Periodo di asciutta troppo breve
Un periodo di asciutta inferiore a 40 giorni non è sufficiente per la rigenerazione del tessuto della ghiandola mammaria. Nelle vacche ad alta produzione la razione alimentare deve essere ridotta gradualmente 1–2 settimane prima della messa in asciutta programmata, per diminuire la produzione di latte.
Scarsa igiene dell’area delle vacche in asciutta
Una lettiera bagnata e sporca durante il periodo di asciutta è una delle principali fonti di infezioni ambientali (E. coli, Klebsiella spp.). Messa in asciutta selettiva senza un ambiente di qualità = alto rischio di mastite post-partum.
Applicazione del sigillante del capezzolo senza successiva rimozione
Il sigillante interno del capezzolo deve essere eliminato manualmente dopo il parto, prima di collegare l’impianto di mungitura. Rimozione insufficiente = sigillante nel sistema di mungitura + contaminazione del latte.
Mastite ricorrente durante il periodo di asciutta - cosa fare
Alcune vacche presentano mastiti ricorrenti proprio durante il periodo di asciutta o poco dopo il parto. Le cause più frequenti sono:
Staphylococcus aureus
Questo patogeno penetra nelle cellule della mammella ed è difficile da eradicare con la normale terapia DC. Raccomandazioni:
- MALDI-TOF + antibiogramma per identificare i ceppi e determinarne la sensibilità
- Trattamento prolungato - nei casi indicati, dopo consultazione con il medico veterinario
- In caso di 3+ recidive nello stesso quarto → valutare la riforma (la vacca è un serbatoio di infezione e ha scarse probabilità di guarigione)

Streptococcus uberis
Spesso colonizza cronicamente la mammella. Raccomandazioni:
- ad es. cefalosporina di 1ª generazione (impostare il protocollo ATB in base all’antibiogramma)
- Controllo dell’igiene ambientale (S. uberis è spesso un patogeno ambientale)
- Esame batteriologico dopo il parto nella lattazione successiva

Mycoplasma bovis
Non trattabile con ATB. In caso di rilevamento confermato: riforma, isolamento, disinfezione della sala di mungitura.

FAQ - domande frequenti
La messa in asciutta selettiva (SDCT) significa utilizzare antibiotici intramammari solo nelle vacche che ne hanno realmente bisogno, sulla base della CCS, della storia delle mastiti e dell’esame batteriologico. Le vacche senza segni di infezione ricevono soltanto un sigillante del capezzolo. Questo approccio riduce il consumo di antibiotici del 30–50% ed è conforme al regolamento UE 2019/6.
Il momento standard è 6–8 settimane (42–60 giorni) prima del parto previsto. Un periodo di asciutta breve (meno di 40 giorni) non è sufficiente per la rigenerazione della mammella; uno troppo lungo (oltre 70 giorni) aumenta il rischio di obesità e problemi metabolici post-partum e riduce inutilmente la produttività della mandria. Nelle vacche ad alta produzione è necessario ridurre gradualmente la produzione di latte 7–10 giorni prima della messa in asciutta.
Una vacca può essere messa in asciutta con il solo sigillante del capezzolo (senza ATB) se soddisfa tutti questi criteri: CCS inferiore a 200 000/ml nelle ultime 1–3 misurazioni, risultato negativo al test ClearMilk o alla coltura di laboratorio e assenza di segni di lesioni ai capezzoli. In una mandria media, questi criteri riguardano il 60–75% delle vacche.
La messa in asciutta sistematica (BDCT) prevede la somministrazione di antibiotici a ogni vacca indipendentemente dal suo stato - una pratica oggi in contrasto con il regolamento UE 2019/6. La messa in asciutta selettiva (SDCT) decide individualmente sulla base della CCS, della storia delle mastiti e della coltura. La SDCT riduce il consumo di ATB del 30–50%, il rischio di resistenza e i costi, senza aumentare l’incidenza della mastite nella lattazione successiva.
Gli antibiotici sono necessari nelle vacche con esito batteriologico positivo. Il rilevamento positivo di Staphylococcus aureus o Streptococcus uberis richiede particolare attenzione. Lo stesso vale per una storia di mastiti ricorrenti e per capezzoli danneggiati. In caso di coltura positiva, scegliamo l’ATB in base all’antibiogramma.
Idealmente 42–60 giorni. Un periodo più breve non lascia tempo sufficiente per la rigenerazione del tessuto della ghiandola mammaria; uno più lungo aumenta il rischio di obesità, problemi metabolici e, paradossalmente, anche l’aumento della CCS. Nelle vacche ad alta produzione (>25 kg/giorno) è necessario ridurre gradualmente la razione alimentare 1–2 settimane prima della messa in asciutta, riducendo così la produzione di latte.
Il sigillante del capezzolo è una barriera meccanica che impedisce ai batteri di penetrare nella mammella durante il periodo di asciutta. Il sigillante interno del capezzolo (ITS) è una pasta a base di bismuto applicata per via intramammaria attraverso la cannula del capezzolo: protegge per tutto il periodo di asciutta (60 giorni) ed è lo standard della moderna messa in asciutta selettiva. Il sigillante esterno del capezzolo è un rivestimento in silicone della cute del capezzolo, meno efficace.
Il sigillante interno (ITS) è una pasta applicata per via intramammaria che protegge per tutto il periodo di asciutta (60 giorni) e riduce le nuove infezioni fino al 70%. Dopo il parto viene rimosso manualmente con la mungitura. Il sigillante esterno è un rivestimento in silicone/lattice applicato sulla parte esterna del capezzolo, che protegge per 5–14 giorni (si stacca progressivamente). Per la messa in asciutta selettiva il sigillante interno è lo standard, mentre quello esterno viene utilizzato solo eccezionalmente.
La scelta dell’ATB dipende dal risultato dell’antibiogramma. Per Staphylococcus aureus si utilizza tipicamente cloxacillina (Orbenin DC). Per Streptococcus uberis, una cefalosporina di 1ª generazione (Cepravin DC). Per una copertura ad ampio spettro si utilizzano preparati combinati (Bovaclox DC). Le cefalosporine di 3ª–4ª generazione appartengono alla categoria B secondo il regolamento UE 2019/6 e devono essere utilizzate solo eccezionalmente.
Il tempo di sospensione standard degli antibiotici DC è di 28–55 giorni a seconda del prodotto specifico, più 96 ore (4 giorni) dopo il parto. In pratica, con un periodo di asciutta di 60 giorni + 4 giorni dopo il parto, la maggior parte dei prodotti DC rispetta in sicurezza il tempo di sospensione. Seguire sempre il foglietto illustrativo del prodotto specifico.
Utilizzando la messa in asciutta selettiva con diagnostica (test ClearMilk circa 180 CZK/test) e somministrazione mirata di antibiotici, è possibile risparmiare circa 140 CZK per vacca, pari a una riduzione di circa il 40–45% dei costi di messa in asciutta rispetto alla somministrazione sistematica di antibiotici. In una mandria di 200 vacche da latte ciò significa un risparmio diretto di circa 28 000 CZK all’anno sugli antibiotici. Ulteriori vantaggi comprendono una minore burocrazia, un minor rischio di sanzioni ai sensi del regolamento UE 2019/6 e una riduzione a lungo termine dello sviluppo della resistenza antimicrobica, preservando così l’efficacia degli antibiotici per le situazioni in cui sono realmente indispensabili.
La mastite ricorrente durante il periodo di asciutta indica più frequentemente un’infezione cronica da Staphylococcus aureus o Streptococcus uberis. Raccomandazioni: (1) identificazione del patogeno mediante MALDI-TOF e determinazione dell’antibiogramma, (2) valutare un trattamento prolungato (5–8 giorni invece dei 4 standard), (3) controllare l’igiene dell’area delle vacche in asciutta, (4) in caso di 3+ episodi nello stesso quarto valutare la riforma - una vacca cronicamente infetta rappresenta un serbatoio di infezione per la mandria.
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